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Lezioni Eac

In: Business and Management

Submitted By maax
Words 3380
Pages 14
27-02-2013
CAPITOLO 2
La banca è un soggetto che opera all’interno di un sistema finanziario.
Che cos’è un sistema finanziario? È una sovrastruttura del sistema economico, consente al sistema economico di operare e di svilupparsi. é condizione dello sviluppo del sistema economico, ma si può dire anche il viceversa. Nessuno è riuscito a dimostrare la relazione tra i due sistemi. Molti sono concordi nel dire che tanto più è sviluppato il sistema finanziario, tanto più lo sarà quello economico.

ANALISI STRUTTURALE, definirne la struttura
Definizione = è un insieme di intermediari finanziari, strumenti finanziari e mercati finanziari;il cui funzionamento è sottoposto alla supervisione e controllo di autorità di vigilanza.
Le componenti dell’analisi strutturale si combinano in maniera diversa nel tempo (perché il sistema evolve nel tempo, le componenti hanno pesi e composizioni diversi nel tempo) e nello spazio (quello italiano è strutturalmente diverso da americano). Perché varia? Varia a causa delle azioni di regolamentazione e deregolamentazione (esempio: può consentire l’esercizio di nuove attività o l’ingresso di nuovi intermediari). Cambiano anche però per effetto dell’innovazione finanziaria. È un fenomeno che va a modificare l’evoluzione dei sistemi finanziari, ad esempio perché ci sono bisogni nuovi da soddisfare o per cercare di eludere la regolamentazione. Diventano possibili perche evolvono le conoscenze in campo finanziario (matematico statistiche). Anche l’innovazione tecnologica riveste un ruolo importante tra le cause di variazione, l’esempio più scontato è il computer negli anni 70 che ha reso possibile il calcolo di algoritmi molto complessi. Altra variabile importante sono le spinte competitive all’interno dei sistemi finanziari tra soggetti all’interno o nuovi entranti (locali o stranieri) che individuano fabbisogni insoddisfatti e si insinuano nelle nicchie.
INTERMEDIARI FINANZIARI: sono dei soggetti che hanno come funzione principale (ragion d’essere) quella di facilitare e favorire l’effettuazione di scambi finanziari. -> cos’è uno scambio finanziario? È un trasferimento di potere di acquisto, in altre parole di risorse finanziarie. Questi scambi avvengono tra chi ha accumulato potere di acquisto e chi ne ha necessità perché non riesce a crearlo/accumularlo. Questi due soggetti si chiamano rispettivamente UNITA’ IN SURPLUS E UNITA’ IN DEFICIT. Quelle in surplus hanno capacità di accumulare potere di acquisto, quelle in deficit AL CONTRARIO ne sono carenti quindi lo ricercano (non hanno la capacità tipica di creazione di acquisto, e anche se la hanno non nelle quantità desiderate o nel momento opportuno). Le unità in surplus sono le famiglie, che tipicamente riescono a risparmiare più di quanto investono. Al contrario stato e imprese non riescono ad accumulare potere di acquisto per far fronte agli investimenti. Gli intermediari quindi favoriscono la realizzazione degli scambi finanziari. La realizzazione degli scambi può comportare in capo all’intermediario due tipi di ruoli (non alternativi, quindi uno stesso intermediario può svolgere entrambi i ruoli se consentito dalla normativa; esempio sono le banche che sono sia broker che transformer):
- ASSET BROKER, broker è un mediatore. Agisce per favorire l’esecuzione di uno scambio finanziario. S’interpone tra unità in surplus e unità in deficit affinché avvenga lo scambio, mette in contatto le due controparti e fa in modo di creare un match tra le preferenze. Gli intermediari di questo tipo sono allettanti dal punto di vista economico se consentono di minimizzare i costi di transazione rispetto a quelli che conseguirebbe il singolo a fare lo scambio in via diretta, e anche i tempi. D’altra parte NON ASSUME ALCUN RISCHIO DI TIPO FINANZIARIO, consegue solo un rischio di tipo operativo (esempio: le tecnologie della banca non funzionano ed impediscono l’effettuazione dello scambio). Cosa ci guadagnano da tutto ciò? La remunerazione che ottiene l’asset broker è di tipo commissionale (attività fee based)
- ASSET TRANSFORMER, è un intermediario che realizza un attività di trasformazione che è necessaria affinché avvenga uno scambio finanziario. Laddove le preferenze tra i soggetti coinvolti nello scambio finanziario non coincidono, è necessario che si interponga un asset transformer. L’esempio tipico è la BANCA perché raccoglie depositi presso il pubblico, in entità tempi e modalità da noi scelti (io deposito quanto voglio e quando voglio), ho quindi delle preferenze in termini di allocazione del mio potere d’acquisto ben definite; dall’altra parte nel sistema economico ci sono dei soggetti (es: le imprese) che necessita un prestito con preferenze totalmente diverse dai depositanti (es: la famiglia risparmiatrice vuole investire per breve tempo ed avere il denaro sempre disponibile, l’impresa necessita un prestito a lungo con rimborso graduale). Gli scambi finanziari tra questi soggetti (con preferenze divergenti in termini dimensionali, temporali e di rischio) sarebbero quindi irrealizzabili se fossero lasciate sole. Ecco perché è necessario che si realizzano e si sviluppino gli asset trasformer. Questi ultimi realizzano al loro interno il matching tra le preferenze delle due controparti e SE NE ASSUMONO I RISCHI COLLEGATI. Lo riesce a fare grazie alla capacità di pooling, ovvero la capacità di attrarre tante volte piccole somme, metterle insieme e fare in modo che queste somme siano disponibili a coloro che vogliono ingenti somme. A questa operazione però ci sono rischi collegati: rischi di liquidità (per crisi macroeconomiche le famiglie ritirano i loro depositi,e quindi la banca deve essere sempre in grado di far fronte alle richieste dei clienti -> rischio), rischi di interesse (fig. 1), rischi d’insolvenza (se l’impresa a cui è stato concesso il prestito non paga, la banca si accolla il rischio di insolvenza). E se le valute fossero diverse avremmo anche un rischio di cambio. Quindi oltre a rischi di tipo operativo (come gli asset broker) ne ha anche di tipo di finanziario. La remunerazione dell’asset transformer deriva dal differenziale tra i prezzi del credito e il rendimento da riconoscere nella raccolta di depositi.
BANCA
ATTIVO PASSIVO Prestiti Depositi i= 5,5% var i= 3% fisso

Fig.1 Se i tassi di interesse di mercato aumentassero (la remunerazione dei prestiti sale perché sono variabili,mentre i depositi rimangono fissi) aumenterebbe anche il margine per la banca xkè ritiro sempre al 3% ma presto ad un tasso più alto di quello concordato. Affermando ciò però bisogna tenere anche conto della durata dei prestiti e dei depositi, perché se i depositi fossero a breve termine non appena scadono i nuovi clienti vorranno un tasso non del 3% ma maggiore in quanto sono aumentati quelli di mercato.

STRUMENTI FINANZIARI: uno strumento finanziario è il veicolo contrattuale con cui si trasferisce il potere di acquisto nello spazio e nel tempo. Possono avere natura diversa: debitoria, hanno come sottostante un rapporto di debito/credito (obbligazione); partecipativo, al capitale di rischio (azioni, attribuiscono ai portatori oltre a diritti patrimoniali anche diritti amministrativi); natura di tipo assicurativo, (contratti di assicurazione) pago un premio di assicurazione e al verificarsi di un avvenimento avrò diritto ad una somma prestabilita. I contratti assicurativi però possono essere usarti sia a copertura di un rischio, sia a titolo d’investimento. Facendo riferimento al concetto di copertura di rischi possiamo far rientrare nei contratti di assicurazione gli strumenti derivati. Questi ultimi sono utilizzabili a copertura di rischi finanziari o di prezzo (esempio: sono un azienda nel campo aereo, ho un rischio che il prezzo del petrolio aumenti. Potrei quindi stabilire un contratto derivato in cui fisso oggi il prezzo di acquisto del petrolio tra tre mesi, ed anche se questo dovesse salire io mi sono coperto). Purtroppo però nella realtà sono usati solo a carattere speculativo (ovvero io che ho acquistato il derivato fissando il prezzo a tre mesi del petrolio, se le mie aspettative di prezzo si dovessero realizzare, posso comprare direttamente il petrolio al prezzo stabilito e poi venderlo, o più semplicemente vendere il contratto che origina questo diritto).
I MERCATI: sono luoghi fisici o telematici dove possono avvenire gli scambi finanziari. Possono essere di vario tipo:
- fisici o telematici, la maggior parte sono telematici
- finanziari e monetari. Un mercato monetario è quello in cui avvengono scambi finanziari di strumenti di breve durata (massimo 12 mesi, breve termine), serve quindi per aggiustare temporanei squilibri di liquidità. È meno rischioso in quanto nel breve lasso temporale è difficile che avvengano avvenimenti imprevisti che possono essere cause di rischio (strumenti tipici sono i BOT statali). Il mercato finanziario è quello dove avvengono scambi di medio lungo termine e quindi tipicamente anche rendimenti più alti (strumenti tipici sono le azioni e obbligazioni come BTP).
- mercato primario e secondario. Il mercato primario è quello delle nuove immissioni di strumenti finanziari. Nel secondario quelli che non sono più di nuova immissione.
- regolamentati e over the counter (OTC) (06-03-2013). Un mercato regolamentato è quello in cui dove l’ammissione alla quotazione dei titoli, le negoziazioni, avvengono nel rispetto di determinate regole e sotto la supervisione di autorità preposte alla vigilanza sui mercati (es: regole riguardo ai requisiti azionari per essere ammessi alla quotazione). Le autorità di vigilanza controllano anche non solo l’osservanza delle regole ma anche che le operazioni avvengano con condizioni di trasparenza-> dovrebbero essere ridotte al minimo le asimmetrie informative tra i diversi attori del mercato. Tutto ciò detto per i mercati regolamentati non valgono per i mercati over the counter (fatti sul banco, creati a tavolino), che per definizione sono non regolamentati. Si trattano strumenti finanziari che non hanno caratteristiche standard, strumenti non convenzionali con forte grado di personalizzazione. In questi mercati non esistono regole ne per quanto riguarda l’ammissione ne per le negoziazioni e soprattutto non ci sono autorità che vigilano. Da tutto ciò deriva che sono mercati non trasparenti , è ristretto a pochi soggetti che sono interessati a scambiare tra loro pochi strumenti non convenzionali. È un mercato desiderabile per il tipo di strumenti finanziari che si trovano, colmando un gap con i mercati regolamentati. D’altra parte bisogna essere coscienti che non essendoci regole non si sa come si formino i prezzi ed ho rischi di insolvenza con le controparti (nei mercati regolamentati ci sono meccanismi che minimizzano questo rischio). L’unico modo per evitare questo rischio è l’autodisciplina, per accedere ai mercati over the counter quindi bisogna soddisfare dei requisiti di reputazione, di volume di operatività, di spending. Sono quindi mercati molto concentrati, perché non sono mercati di tutti ma sono molto selettivi. Tuttavia sono non trasparenti, e ciò non consente alle autorità di vigilanza di controllare e monitorare le attività. Nei mercati OTC sono importanti in particolare per gli strumenti DERIVATi->strumenti derivati che consentono sia di assumere posizione speculative, sia per coprire rischi a cui possiamo essere esposti. Non però i derivati dei mercati regolamentati, che sono contratti standardizzati con date caratteristiche in termini di scadenza ecc, sono predefiniti. I derivati dei mercati OTC sono non standardizzati, si trovano prodotti derivati molto personalizzati, sono chiamati anche esotici (molto originali);oppure si trovano contratti con una pluralità di sottostanti. Questo mercato è fatto da intermediari finanziari che sono in grado di ingegnerizzare questi prodotti per rispondere a particolari esigenze delle controparti. Dalla crisi del 2008 ci si aspetterebbe che questi mercati calassero di intensità, invece hanno continuato a crescere. Questo perchè i derivati proprio nei momenti di turbolenza, di volatilità, sono prioritari.
AUTORITÀ DI VIGILANZA: sono l’ultima componente dei sistemi finanziari, nel caso italiano vi sono quelle nazionali e e quelle sovranazionali, responsabili della regolamentazione e vigilanza a livello europeo.

ANALISI FUNZIONALE
I sistemi finanziari possono essere guardati anche dal lato delle funzioni che assolvono. Nella tradizione si individuano tre funzioni: funzione monetaria, creditizia, trasmissione degli impulsi di politica monetaria. Più recentemente, negli anni 90, ne sono state aggiunte alcune altre che sono spesso implicite in quelle appena individuate. In particolare Merton nel 95 scrive un paper, punto di riferimento per gli studiosi, in cui individua sei funzioni e afferma che la struttura del sistema finanziari è mutevole nel tempo, le funzioni dei sistemi finanziari rimangono perlopiù stabili. Può cambiare il modo in cui le funzioni vengono svolte, ma le funzioni stesse rimangono le medesime. Per questi motivi l’analisi funzionale è maggiormente importante della strutturale. Le 6 funzioni sono:
- 1) FUNZIONE MONETARIA: GESTIONE DEI SISTEMI DEI PAGAMENTI (PAYMENT SYSTEM): i sistemi finanaziari creano e gestiscono dei sistemi di pagamento alternativi alla moneta legale (a corso forzoso, impone una certa moneta come unico mezzo legale di tutti i pagamenti, transazioni commerciali e finanziarie nell'ambito del territorio nazionale. La controparte non può rifiutarsi ad accettare questa moneta). Accanto alla moneta legale si sviluppa la MONETA FIDUCIARIA -> chi la accetta in pagamento fa effettivamente un atto di fiducia, deve fidarsi che chi gliela sta consegnando sia soggetto autorizzato a poter utilizzare questa moneta e chi l’ha emessa sia in grado di onorare il debito, sia solvibile (es: un assegno, pago bancomat, bonifico, carta di credito. Affinche possa essere accettata in pagamento, la moneta fiduciaria deve essere SICURA (sia sul fatto che sia strumento emesso da chi autorizzato, che ci sia una serie di norme che tutelino questi casi), devono essere ECONOMICI (mentre per utilizzare la moneta legale non sostengo dei costi, gli intermediari pongono un business su questa moneta fiduciaria. Tanto più è economica tanto maggiore sarà la sua diffusione), devono risultare VELOCI (con un pagamento in moneta legale il ricevente può utilizzare come meglio crede le risorse ottenute, quindi anche la moneta fiduciaria deve avere tale caratteristica minimizzando il lasso temporale in cui pago e in cui lui potrà usufruirne, FLOAT). I soggetti autorizzati dal TUB a produrre la moneta fiduciaria sono le banche, gli IMEL (istituti di moneta elettronica), gli istituti di pagamento. → cosa fa una banca? Richiede dai depositanti moneta legale che viene depositata. Per la banca questi rappresentano dei debiti, quindi delle passività in quanto dovrà rimborsarle e remunerarle ad un tasso. Questi depositi quando sono sotto forma di conti correnti, queste somme sono disponibili a vista (in qualsiasi momento in forza delle clausole che regolano il conto corrente, il correntista può utilizzare le somme). Può sia ritirarle, oppure utilizzare la moneta messa a disposizione dalla banca, quella fiduciaria (assegni bancari, circolari, bonifici). Le banche possono quindi offrire sistemi di pagamento. Le banche con questi depositi fanno però anche prestiti, lucrando su queste somme prestate. Su un deposito di 100, la banca ne lascia 20 nel caso il cliente volesse prelevare, ed 80 li presta. Chi riceva gli 80 può darsi che li spenda tutti, chi li riceverà ne terrà una parte ed un'altra sarà depositata. Quindi le banche hanno un EFFETTO MOLTIPLICATIVO DEI DEPOSITI, e quindi anche della moneta perché questi depositi hanno funzione monetaria ovvero utilizzarli come pagamenti tramite gli strumenti messi a disposizione dalle banche. Gli IMEL e gli istituti di pagamento non sono banche, ma delle società finanziarie, regolamentate dal TUB, sottoposte alla vigilanza di Banca D’Italia. IMEL, sono istituti di moneta elettronica, sono finanziarie che emettono carte di pagamento nella forma delle ricaricabili, cioè dei supporti plastificati dove viene caricata una certa somma di denaro (che può essere consegnata in contanti o trasferita da un conto corrente). Ci guadagna dalle commissioni per la produzione e gestione di queste carte. Gli istituti, sono sempre associazioni finanziarie, che possono ricevere delle somme sotto forma di deposito, concedere una varia serie di strumenti di pagamento, ed anche una minima attività di credito. Possiamo inserirli come via di mezzo tra le banche e gli IMEL.
- 2) CREA DEI MECCANISMI PER IL POOLING DEI FONDI: esempi: raccoglie fondi da tanti piccoli depositanti, li mette insieme per soddisfare il fabbisogno finanziario di una grande società ← banca. Anche i fondi di investimento svolgono la stessa funzione, raccogliendo somme dai piccoli risparmiatori che saranno poi gestite da una società di gestione del risparmio che in nome e per conto dei suoi clienti alloca queste somme in tanti strumenti finanziari.
- 3) SVILUPPANO DEI MODI PER TRASFERIRE RISORSE NELLO SPAZIO E NEL TEMPO: quali sono questi modi? Sono gli STRUMENTI FINANZIARI. Veicoli contrattuali con cui si riesce a trasferire nello spazio e nel tempo. Si può trasferire nei mercati oppure attraverso gli intermediari bancari. Questa funzione si sviluppa sempre più grazie all’innovazione finanziaria
- 4) MODI PER GESTIRE L’INCERTEZZA E CONTROLLARE IL RISCHIO: ad esempio i contratti derivati sono strumenti finanziari che possono servire per controllare i rischi. Altri modi possono essere i prodotti assicurativi, meccanismi contrattuali per prevenire perdite da futuri possibili eventi dannosi. Finora abbiamo parlato di strumenti ma potrebbero esserci anche delle tecniche per la gestione e controllo dei rischi come ad esempio la DIVERSIFICAZIONE, frazionamento del rischio, alloco le mie risorse su più asset. Si basa sul concetto di correlazione, ossia un indice che misura quanto un prezzo di un determinato asset si muove in relazione ad un altro asset. Con correlazione uguale a 1, se A aumenta del 10% anche B si muove nelle stessa direzione. Se la correlazione è uguale a 0 come si muove A non ha alcuna dipendenza da come si muove B. con -1 se A sale, B scende.
- 5) FORNISCONO E SVILUPPANO DEI MECCANISMI BASATI SUI PREZZI CHE SONO FUNAZIONALI ALL’ALLOCAZIONE DELLE RISORSE: caso emblematico è quello dei mercati degli strumenti finanziari. Si sviluppano tanto più quanto sono sviluppati i meccanismi d’informazione sui prezzi.
- 6) OFFRONO DELLE MODALITà PER GESTIRE I PROBLEMI DELLE ASSIMETRIE INFORMATIVE: agenzie di rating, norme in materia di tra trasparenza contrattuale, di insider trading, di market abuse, di bilancio. database che raccolgono informazioni sui richiedenti dei credit

Il trasferimento di risorse tra soggetti che risparmia e chi necessita può avvenire attraverso due circuiti di intermediazione: il primo è formato dagli intermediari (banche e altri) ed è detto INDIRETTO. In questo circuito le somme non passano direttamente dalle tasche delle famiglie a quelle delle imprese, ma vengono depositate presso le banche che realizzano al loro interno il matching delle preferenze e distribuiscono ricchezza a chi la necessità. Il secondo canale sono i circuiti DIRETTI, quando il risparmio accumulato da una famiglia viene direttamente investito ad esempio in azioni si una società. Questo trasferimento diretto avviene attraverso l’interposizione dei mercati. Questo trasferimento può anche avvenire attraverso l’interposizione degli investitori istituzionali. Chi sono? Le compagnie di assicurazione, i fondi di investimento, e fondi pensione. È nel loro dna il fatto di istituzionalmente investire per conto dei loro clienti. → operano nel circuito diretto in quanto non si accollano i rischi degli investimenti

L'unità istituzionale è un soggetto che ha autonomia e capacita di decisione in relazione al proprio patrimonio e alle proprie risorse finanziarie, presiede alla formazione e ripartizione del reddito, al suo impiego nei consumi finali e negli investimenti, alla formazione del risparmio e dell’indebitamento. Sono raggruppate in settori sulla base dell’uniformità di comportamento nell’esercizio delle loro funzioni principali. I settori istituzionali sono raggruppamenti di unità istituzionali che manifestano autonomia e capacità di decisione in campo economico-finanziario e che, fatta eccezione per le famiglie, tengono scritture contabili separate. L’articolazione in settori istituzionali è la seguente:
- Il primo settore istituzionale è costituito dalle società non finanziarie. Sono società private (spa, srl…) nonché le aziende pubbliche. Il tutto fino alle società anche semplici o individuali purchè abbiano più di 5 addetti, soggetti dipendenti. Tutti hanno la caratteristica di non agire in ambito finanziario e tengono la loro contabilità. Hanno anche capacità di risparmio non sufficiente a sostenere l’attività di investimento, sono a caccia di capitali. Attraverso il loro utile tipicamente non riescono a sostenere gli investimenti. Si presentano quindi come unità in DEFICIT.
- Il secondo è composto dalle società finanziarie. Ci sono le istituzioni finanziarie monetarie (quelle che producono moneta alternativa alla moneta legale), , altri intermediari finanziari, ausiliari finanziari, autorità centrali di controllo dei mercati finanziari enti vari preposti al funzionamento dei mercati, associazioni tra banche e tra imprese finanziarie e assicurative, imprese di assicurazione e fondi pensione. Tutti coloro che operano nel comparto finanziario con specializzazione diversa. Non hanno una posizione ben definita, a volte sono soggetti in deficit e altre in surplus.
- Amministrazioni pubbliche. Sono tipicamente in una posizione cronica di deficit
- Famiglie e istituzioni no profit (anche le famiglie produttrici, sono delle società con un massimo di 5 addetti). La loro caratteristica è di avere un comportamento economico ben definito, ovvero di risparmiare più di quanto investono. Quindi sono in una posizione di AVANZO
- Resto del mondo. Se fossimo in un economia chiusa questo settore non esisterebbe. In una aperta è nient’altro che la posizione della bilancia dei pagamenti per quanto riguarda la parte corrente (esportazioni ed importazioni). Se l’Italia ha un saldo positiv perché esporta più di quanto esporta, avrà una posizione creditoria, concede credito al resto del mondo. Se è vero il contrario, importazioni > esportazione è il resto del mondo che ci sta finanziando.…...

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Eac History

...1.1 Background to the Study Occurrences of regional integration in Africa can be traced back to the colonial era. One of the incidents was in 1894 when the British constructed the Uganda-Kenya Railway which was used to transport raw materials such as coffee and tea from the Kenyan and Ugandan highlands to the British industries. In West Africa the French established the French West Africa in 1890 which comprised of states such as Benin, Burkina Faso, Cote D’Ivoire, French Guinée, Mali, Niger, and Senegal: this French West states became what is now known today as CFA (African Financial Community) Franc Zone. These colonial masters were not aiming at Regional integration rather it was at advancing their administrative control in the regions (Dinka, 2007, p. 7). During the struggle for independence, regional integration was seen as a tool of liberation and development in Africa by Pan-African thinkers and nationalists such as Julius Nyerere. Therefore most of the integration efforts done at the time were considered as efforts of fighting foreign dependence and underdevelopment (Adetula, 2004, p. 15). Since independence, virtually all African countries have embraced regionalism. Today, there are more regional organizations in Africa than in any other continent and most African countries are members of more than one regional organization (Dinka, 2007, p. 11). Motives for regional integration include: economic, political interests, social and the need for greater international......

Words: 360 - Pages: 2

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Lawlllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll L

...The East African Community (EAC) is an intergovernmental organisation composed of five countries in the African Great Lakes region in eastern Africa; Burundi, Kenya, Rwanda, Tanzania, and Uganda. Jakaya Kikwete, the president of Tanzania, is the EAC's chairman. The organisation was founded originally in 1967, collapsed in 1977, and was revived on 7 July 2000. The East African Community is an international organization whose final aim is to develop a complete integration of its members into an East African Federation. The EAC is an integral part of the African Economic Community. The EAC is a potential precursor to the establishment of the East African Federation, a proposed federation of its members into a single sovereign state. In 2010, the EAC launched its own common market for goods, labour, and capital within the region, with the goal of creating a common currency and eventually a full political federation. The geographical region encompassed by the EAC covers an area of 1,820,664 sq-km with a combined population of about 149,959,317(2013 est.) The drive for the transformation of the East African region, particularly Kenya, Tanzania and Uganda, into a functioning entity with rights and duties in International Relations is not new. It dates back to the time when the three East African colonies were still objects of International Law. However, the aspirations for regional cooperation in East Africa acquired individual sovereignty and legitimacy in the post colonial state...

Words: 2770 - Pages: 12

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Graduate Student

...Duration (Beta Distribution)* P + 4M + O 6 Time Management P−O 6 Time Management Beta EAD +/− SD Time Management LS − ES, or LF − EF Time Management Cost Variance (CV) EV − AC Cost Management Schedule Variance (SV) EV − PV Cost Management Cost Performance Index (CPI), or Cumulative CPI (CPIC) EV EVC or AC ACC Cost Management Schedule Performance Index (SPI) EV PV Cost Management Estimate at Completion (EAC) AC + Bottom-up ETC Cost Management Estimate at Completion (EAC) BAC CPIC Cost Management Estimate at Completion (EAC) AC + (BAC − EV) Cost Management (BAC − EV) (CPIC × SPIC) Cost Management Beta Activity Standard Deviation (SD)* Range of an activity duration* Total float Estimate at Completion (EAC) To-Complete Performance Index (TCPI) AC + (BAC − EV) (BAC − AC) Cost Management Estimate to Complete (ETC) EAC − AC Cost Management Variance at Completion (VAC) BAC − EAC Cost Management Communication channels N (N − 1) 2 Expected Monetary Value EMV = P × I Point of Total Assumption (PTA) Ceiling price − Target price + Target cost Buyer’s share ratio Communications Management Risk Management Procurement Management *Remember that these formulas can be used for costs as well as activity duration ...

Words: 338 - Pages: 2

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East Africa Community Integration Process

...African Community (EAC) is a regional intergovernmental organization of 5 Partner States: the Republics of Burundi, Kenya, Rwanda, the United Republic of Tanzania, and the Republic of Uganda, with its headquarters in Arusha, Tanzania. The EAC is home to 145.5 million citizens, of which 22% is urban population. With a land area of 1.82 million square kilometers and a combined Gross Domestic Product of US$ 147.5 billion .its realization bears great strategic and geopolitical significance and prospects for the renewed and reinvigorated EAC. The work of the EAC is guided by its Treaty which established the Community. It was signed on 30 November 1999 and entered into force on 7 July 2000 following its ratification by the original three Partner States - Kenya, Tanzania and Uganda. The Republic of Rwanda and the Republic of Burundi acceded to the EAC Treaty on 18 June 2007 and became full Members of the Community with effect from 1 July 2007. As one of the fastest growing regional economic blocs in the world, the EAC is widening and deepening co-operation among the Partner States in various key spheres for their mutual benefit. These spheres include political, economic and social. At the moment, the regional integration process is in full swing as reflected by the encouraging progress of the East African Customs Union, the establishment of the Common Market in 2010 and the implementation of the East African Monetary Union Protocol. Vision The vision of EAC is to be a......

Words: 651 - Pages: 3

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Paper for Eva

...describe three simple analysis techniques for evaluating the contractor's projected final cost of a project, termed the estimate at completion. 3 INTRODUCTION For over three decades the Department of Defense (DOD) has required defense contractors to report detailed information about the cost and schedule status of a defense contract on a monthly cost management report, known as the Cost Performance Report (CPR) or the Cost/Schedule Status Report (C/SSR). Earned value, or the Budgeted Cost of Work Performed, is a key performance metric on the report.1 It is the basis for determining cost and schedule variances, and is often used as part of a formula to help estimate the final cost of the contract, termed the "Estimate at Completion" (EAC). To assure the reliability of the CPR, defense contractors were also required to comply with generic management standards known as Cost/Schedule Control Systems Criteria (C/SCSC). Although the management standards or criteria were sound, policies related to implementing them grew to become an administrative burden for the government and the contractor (Coopers & Lybrand 1994, General Accounting Office 1997). In addition, C/SCSC compliance reviews were typically managed by financial personnel and conducted like audits. As a result, the project manager often perceived the CPR as a financial rather than a management report, and did not use it as effectively as possible (Abba 1995). Recently, the implementation polices were revised to......

Words: 4331 - Pages: 18

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Investing in the New East African Community

...direct investment, and international aid organizations will set the stage for sustainable high growth opportunities in the future. While the continent as a whole shares in the struggles for development, the size of the landmass is four times that of the US and is by no means a homogenous region. Africa is as diverse economically and culturally as it is expansive. After breaking the continent into regions one still leaves ample room for misleading generalizations. Therefore, it is important to refine data to a particular market to represent economic reality. The focus of this paper is on East Africa. In General, East Africa typically includes over 19 countries and territories but for the scope of this paper only the East African Community (EAC), a common market area consisting of Tanzania, Kenya, Uganda, Rwanda, and Burundi will be examined. Throughout this paper many trends will be addressed aiding an investor in gaining comfort with the region and familiarizing oneself with the economic climate and trends supporting attractive investment returns. The four main areas of analysis addressed below are the people; if there is no consumer class, strong markets are unlikely to develop and grow, the physical infrastructure; it is vital to be able to move goods and information across a country to promote commerce, the political climate; investors should be wary to invest in a region with rising political tension to minimize the risk of loss, and natural resources; having something......

Words: 3490 - Pages: 14

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Term Papers

...| East African Community CUSTOMS UNION | | | | | | | | | * Home * EAC Customs Union * Overview * what it is * its objectives * its benefits * its challenges * Trade Regime * Protocol * Legal Regime * Customs Management Act * Regulations * Duty Remission * Enforcement * Working Relationships * Dispute Settlement * Export processing Zones * Freeeport Operations * Anti-Dumping * Safeguard Measures * Subsidies & Counterveilling * Gazettes * Tariff Regimes * Internal Tariffs * Common External Tariffs * Excise Tariff * Excise Act- Kenya * Excise Act- Uganda * VAT Tariff * VAT ACT - Kenya * VAT ACT - Tanzania * Customs Procedures * Customs Agent * Export Processing Zones * manufacture under bond * Customs Offences * Prohibited & Restricted * Transit Goods * Warehousing * Rules of Origin * Trade & Investment * Trade Integration * Trade Enhancement * EAC Trade Portal * EAC Investment Portal * SQMT * Documents & Articles * Reports * Presentations * News Archives * Interact * Contacts * Facebook * Twitter ------------------------------------------------- Top of Form ......

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